Bio

La prima volta che ho proposto le mie foto per un'esibizione è stato in Inghilterra, a Manchester. Girai diversi locali del Northern Quarter. Finalmente avevo stampato il mio portfolio, e mi sembrava brutto lasciare bianca la copertina. Così ci scrissi un titolo, "About a life" (Riguardo una vita). La mia: Andrea Impagnatiello, italiano e greco, classe 1988.

Se ci penso la rivedo in parte nelle mie foto, ritrovo parte delle emozioni che ho provato di fronte a quei paesaggi e a quegli spaccati di umanità. Ma, più ancora, mi piace pensare che chi le vede riesca a comprendere quelle vibrazioni. Ed è questo, credo, il più bel complimento per un fotografo.

 

Ho iniziato a studiare fotografia da autodidatta, da bambino. Un corso CD-ROM della National Geographic e la compatta a rullino dei miei genitori, che pazientemente compravano la pellicola. Poi con l'adolescenza sono passato a una compatta digitale, con cui provavo a dar voce ai miei turbamenti.

All'università sono approdato alla reflex digitale e a un linguaggio fotografico più maturo. I preziosi consigli di Grazia Ike Branco, insieme al corso del fotografo Alex Mezzenga, mi hanno permesso di dare una prima fondamentale levigatura al mio stile.

La svolta però è arrivata nel 2010, con la borsa di studio alla Scuola Romana di Fotografia, il corso di reportage con il premio Pulitzer Massimo Mastrorillo e Lina Pallotta. Allora la fotografia, da semplice passione, è diventata tecnica, osservazione, pensiero, ricerca. La stessa passione che nel 2012 mi ha portato in Inghilterra per conseguire il dottorato e, raggiunta l'indipendenza economica, a finanziare la macchina professionale con cui mi sono preso il lusso di viaggiare nel mondo. Attualmente mi trovo in Francia, la mia vita è divisa tra ricerca e fotografia, due punti focali di una stessa immagine.

 

email: aphotographercalledandrea@gmail.com